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Abolizione Imu prima casa 2013: il Governo Letta ci riuscirà?

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Pubblicato da in Blog · 27 Agosto 2013
Tags: abolizioneimugovernofiscocasa

La speranza è l’ultima a morire, questo l’atteggiamento del governo nei confronti della riforma dell’Imu. La tassa sulla prima casa è sempre in bilico tra chi vorrebbe l’abolizione Imu sulla prima casa e chi invece si batte per una revisione del meccanismo che non porti alla cancellazione definitiva. Le posizioni sembrano ancora distanti ma sui social network e nelle interviste il premier e gli altri membri del governo si dicono fiduciosi che una soluzione si troverà. Anche perché la riforma doveva arrivare entro fine agosto e ormai ci siamo; se dovesse esserci fumata nera resterà da capire cosa dovranno fare i contribuenti con le rate del 2013.

RIFORMA IMU 2013: LE POSIZIONI DEI PARTITI

“Su Imu c’è ancora da lavorare fino a mercoledì, ma possiamo farcela“, questo il tweet del ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha riacceso le speranze di quanti vedono nella riforma dell’Imu il passo più importante da intraprendere per il governo Letta. Un governo che, però, al momento è alle prese con problemi di natura diversa, dalla polemica sul voto per far decadere Silvio Berlusconi da senatore alle continue dichiarazioni di Grillini e Lega Nord che spingono per la caduta e il ritorno alle elezioni anticipate. L’imposta municipale unica rischia così di passare in secondo piano, anche se si tratta del punto nevralgico dell’azione dell’esecutivo dopo il rinvio della prima rata di giugno e le relative polemiche. L’Imu sarà sicuramente il tema centrale dell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri che si terrà nella giornata di mercoledì 27 agosto, ma cosa si diranno i partecipanti è tutto da stabilire.

Da un lato troviamo, infatti, il Pdl che continua a seguire la linea di pensiero dell’ultima campagna elettorale, spingendo per l’abolizione totale dell’Imu sulla prima casa, mentre dall’altro troviamo Scelta Civica e i fedeli di Mario Monti che non vogliono assolutamente che l’Imu venga cancellato e semmai aprono a possibili piccole revisioni (sulle detrazioni o sulle aliquote, ad esempio). Nel cuore della bufera troviamo infine il Pd del premier Enrico Letta, che non vuole l’abolizione ma neanche può lasciare una tassa iniqua così com’è: si spinge allora per una revisione del meccanismo di calcolo e degli sgravi a favore delle famiglie più deboli e numerose, in attesa di una riforma complessiva del catasto. Su tutti gli schieramenti pesa la spada di Damocle della reperibilità dei fondi per finanziare le riforme. Soldi che non ci sono, considerando anche il buco notevole che si avrebbe caso di cancellazione dell’Imu.

In totale stiamo parlando (sulla carta) di 6,5 miliardi di euro solo per questo finale di 2013. Una somma necessaria a coprire il mancato gettito Imu di quest’anno (ovvero 4 miliardi), ad evitare l’aumento dell’Iva almeno fino al 2014 (un altro miliardo), oltre a rifinanziare la cassa integrazione in deroga (un miliardo) e le missioni militari all’estero (queste evitabili, a dire il vero). La soluzione potrebbe allora essere in un colpo di teatro, la creazione di una nuova tassa, chiamata provvisoriamente Service Tax, in cui possano confluire l’Imu e la Tares. Una tassa di servizio sul cui successo, però, pochi sono pronti a scommettere. Staremo a vedere.




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