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Come capire una visura catastale

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Pubblicato da in Blog · 29 Agosto 2014
Tags: visuracatastale

Immobile, Foglio, particella, subalterno, sezione, Comune, dati di classamento, zona censuaria, categoria, classe, reddito: la spiegazione della terminologia tecnica di una visura immobiliare.

Non è facile, per i neofiti, comprendere il “vocabolario” di una visura catastale. Ecco allora questa breve “legenda” che tenterà di illustrare i significati dei termini utilizzati in questi documenti il cui rilascio è di competenza dell’Agenzia del territorio.

DATI IDENTIFICATIVI

Il catasto suddivide il territorio in di­fferenti aree, sottoaree, porzioni, ecc. in modo la localizzare geograficamente con precisione case e terreni.

SEZIONE

Sezione Amministrativa: è prevista solo nel catasto fabbricati ed è presente solo in alcuni contesti territoriali.

Sezione Censuaria: è prevista solo nel catasto terreni. È identificata da una lettera e da una denominazione.

Sezione Urbana: è prevista solo nel catasto fabbricati ed è presente solo in alcuni Comuni.

FOGLIO

Questo dato è sempre presente nelle visure: indica la parte di territorio comunale che il catasto rappresenta nelle proprie mappe.

PARTICELLA

Questo dato è sempre presente nelle visure: può essere indicato anche come “mappale” o “numero di mappa”. Rappresenta, all’interno del foglio, una porzione di terreno o il fabbricato e l’eventuale area di pertinenza. Solitamente viene contrassegnata da un numero, che può essere composto da due parti: numeratore (prima serie di cifre) e denominatore (seconda serie di cifre). Per lo stesso immobile, possono anche esserci più particelle con di­fferenti subalterni (vedi sotto): accade perché l’immobile è su più terreni o perché sono stati aggiunti vani di immobili confinanti.

SUBALTERNO

Questo dato non sempre è presente nelle visure. Viene utilizzato principalmente nel catasto fabbricati: identifica la singola unità immobiliare esistente su una particella. Se il fabbricato è costituito da un’unica unità immobiliare, il subalterno potrebbe essere assente. Esistono casi in cui a una stessa particella corrispondono più subalterni senza rendita autonoma: si parla allora di “immobili graffati”; per esempio, l’abitazione con giardino (quest’ultimo può non avere reddito autonomo ed essere “subalterno gra­ffato” insieme alla particella principale).

COMUNE E CODICE CATASTALE

Il codice Comune è un codice univoco che individua il Comune: è composto da 4 caratteri. Lo possiamo trovare anche nel codice fiscale: dal 12° al 15° carattere rappresenta il Comune di nascita della persona.

INTESTATI

Sono le persone fisiche (identificate con cognome, nome, luogo e data di nascita, codice fiscale) o giuridiche (denominazione, sede legale, codice fiscale) intestatarie dei beni iscritti al catasto. Nella parte “diritti e oneri reali” è indicato il diritto (proprietà, nuda proprietà, ecc.) vantato sul bene e la quota posseduta.

DATI DI CLASSAMENTO

Oltre alle divisioni catastali che identificano geograficamente case e terreni, ce ne sono altre che li classificano in base ad altri criteri di rendita economica.

ZONA CENSUARIA

Questo dato non è sempre presente. Rappresenta una porzione omogenea di territorio comunale all’interno della quale il reddito dei fabbricati è uniforme.

Può comprendere un solo Comune o una porzione del medesimo, con caratteristiche ambientali e socioeconomiche simili.

CATEGORIA

Identifica la tipologia dell’unità immobiliare e varia a seconda delle caratteristiche di questa.

Ad esempio A3 corrisponde a “abitazioni di tipo economico”, A7 a “villini”, A10 a “uffici e studi privati”, C6 a “box”, C1 a “botteghe”, B8 a magazzini sotterranei.

CLASSE

La classe è un parametro che identifica il grado di redditività delle unità immobiliari appartenenti alle categorie dei gruppi A, B e C. Viene indicata con
‘U’ (cioè “unica”) se non c’è una ripartizione in classi, oppure con i numeri da ‘1’ a ‘n’ al crescere della redditività.

CONSISTENZA

Rappresenta la dimensione dell’unità immobiliare. Per le abitazioni e per gli uffci (categoria A) è espressa in “vani”. Per i negozi, i magazzini e le rimesse (categoria C) è espressa in metri quadrati. Per gli immobili appartenenti alle categorie speciali dei gruppi D ed E non viene indicata la consistenza catastale.

RENDITA

Per le unità immobiliari delle categorie A, B e C la rendita catastale è determinata moltiplicando la consistenza (cioè la dimensione dell’immobile)
per la tariffa d’estimo specifica per Comune, zona censuaria e corrispondente a categoria e classe dell’immobile.

La rendita catastale è il dato sul quale si basano la maggior parte delle valutazioni dell’immobile: per esempio serve
a calcolare il valore catastale ai fini dell’Ici o per calcolare l’Irpef dovuta sulla seconda casa.

DATI DERIVATI DA

In questa sezione viene indicato l’atto (c’è il numero di protocollo) dal quale discendono i dati indicati nella visura. Per esempio se si tratta di una variazione di classamento o di una riattribuzione di rendita catastale.

INDIRIZZO

Si trova indicato l’indirizzo dell’immobile, comprensivo del piano (terra, rialzato, primo piano, ecc.).

ANNOTAZIONI

In questo riquadro vengono indicate eventuali particolarità riguardanti l’immobile.




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