News - Dimensione Casa

Info line 347.9850590
Vai ai contenuti

Governo incerto, ma anche l’abolizione Imu prima casa balla

Dimensione Casa
Pubblicato da in Blog · 7 Ottobre 2013
Tags: imufiscogovernotasse

Motivo dell’incertezza: la sanatoria sui giochi telematici sta producendo un gettito di gran lunga inferiore alle risorse necessarie per finanziare la misura.

La Corte dei Conti ha espresso forti dubbi sul tema delle coperture, in quanto la sanatoria per i concessionari di giochi telematici, che dovrebbe produrre un gettito di circa 600 milioni, al momento sta producendo un gettito largamente inferiore al necessario per finanziare la misura.

Quindi, la copertura non basta a garantire l’abolizione Imu prima casa, di qui discende l’aumento degli acconti 2013 sulle tasse.

Il mancato raggiungimento della copertura prevista trascina come conseguenza l’aumento degli acconti Irpef, Iva e Ires e delle accise come da Direttiva 2008/118/CE (carburanti, alcolici e sigarette), in misura adeguata ad arrivare al finanziamento del 100% delle spese necessarie per abolire la prima rata Imu.
Così ha spiegato il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, nel corso dell’audizione alle commissioni Finanze e Bilancio della Camera sul Dl 102/2013, con cui è stata abolita la prima rata Imu sulla prima casa.

In realtà, ha spiegato la Corte dei Conti, per la sanatoria sui giochi telematici finora sono state presentate solo 33 istanze di adesione.
Pertanto, gli introiti potenzialmente incamerabili, nella percentuale minima del 25% dei danni quantificati nelle sentenze di primo grado, ammontano a circa 270mila euro, di cui solo 75mila euro destinabili al bilancio dello Stato.
Un introito di molto inferiore ai 600 milioni previsti dall’articolo 14 del decreto. “Appare opportuno interrogarsi sull’idoneità della norma ad assicurare il maggior gettito atteso, 600 milioni di euro, che concorre in maniera determinante ad assicurare la copertura” per il 2013 del decreto Imu-Cig. Questo si legge nella relazione della Corte dei Conti, con riferimento alla norma che prevede la sanatoria sui giochi per i “concessionari per la gestione della rete telematica del gioco lecito, condannati per aver violato gli obblighi di servizio al mancato collegamento degli apparecchi alla rete telematica”.

La Corte dei Conti in particolare ha puntato il dito non tanto sui “soggetti di grande dimensione”, quanto su “un elevato numero di soggetti responsabili di altre tipologie di danno”, soggetti ai quali sono riconducibili gli elementi quantitativi finora acquisiti e che la Corte ritiene che solo in parte si trasformeranno in gettito erariale destinato a contribuire alla copertura del decreto. Anche se i dati sono parziali, in quanto per aderire alla sanatoria c’è tempo fino al 15 ottobre, la Corte fa notare che fra coloro che hanno aderito non c’è ancora nessuno dei concessionari condannati con sentenza n. 214/2012, che lascia prevedere il maggior gettito: la condanna, infatti, era per un totale di 2,5 miliardi di euro, e la cifra di 600 milioni è stata quantificata calcolando proprio il 25% di tale somma.




Torna ai contenuti