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Il grande fratello del fisco verificherà le tasse pagate sugli immobili

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Pubblicato da in Blog News · 29 Giugno 2013
Tags: fiscotasseimmobilicasa

I proprietari di case quest'anno saranno nel mirino del fisco. L'agenzia delle entrate ha infatti predisposto 800mila verifiche sul classamento degli immobili. Lo scopo è quello di verificare se si pagano le tasse sulla giusta base imponibile. L'azione si aggiunge a quella dei comuni, che vogliono smascherare le seconde abitazioni che risultano prime case e chiedere gli arretrati di ici e imu.

In attesa di una revisione completa degli estimi catastali, la tassazione sulla casa è strettamente legata all'attuale classe di appartenenza dell'immobile. Classe sulla quale scatteranno gli accertamenti dell'agenzia.

L'imposta sulla proprietà

L'imposta sulla proprietà (imu) si base sulla rendita catastale  indicata nell'atto di compravendita dell'immobile e reperibile presso la sede locale dell'agenzia delle entrate. La rendita che indica quanto renderebbe l'immobile se dato in affitto, deve essere rivalutata del 5% e poi moltiplicata per un coefficiente che dipende dalla classe di appartenenza dell'immobile. In particolare:

160, se si tratta di fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10; si tratta delle abitazioni e relative pertinenze

140, se si tratta di fabbricati classificati nel gruppo catastale B (scuole, case di cura, ecc.) e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5 (stabilimenti balneari, centri sportivi)

80, se si tratta di fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5; si tratta normalmente di uffici

65 (era 60 nel 2012), se si tratta di fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5. opifici, capannoni industriali e immobili commerciali

55, se si tratta di fabbricati classificati nella categoria catastale C/1. negozi

135, terreni (agricoli e non)

110, terreni agricoli (coltivatori diretti o imprenditore agricolo professionale)

La rendita catastale moltiplicata per questo coefficiente rappresenta la base imponibile per il calcolo dell'imu. E' a questa base imponibile che si applicano le aliquote decise dai comuni.




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