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Nomisma: per la fine dell’anno immobili perderanno ancora il 6%

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Pubblicato da in Blog · 15 Luglio 2013
Tags: nomismamercatoimmobiliprezzi

Le previsioni sull’andamento del mercato immobiliare nei prossimi sei mesi non sono rosee e più della metà degli intervistati da Nomisma ritiene che ci possa essere un ulteriore calo delle compravendite. E’ questo il primo dato del Rapporto presentato oggi, che inquadra 13 grandi città italiane sulla base dei dati dell’Agenzia delle Entrate.

La sensazione degli operatori è che i valori immobiliari diminuiranno ancora, anche se un piccolo segnale di miglioramento si ritrova negli affitti. Ma con la contrazione del PIL più marcata rispetto alle previsioni di inizio anno (-1,8% rispetto all’1%)  “non è possibile” parlare di una vera e propria ripresa vista l’incertezza e la precarietà del quadro marcoeconomico. E dunque le previsioni relative agli investimenti per il periodo 2013-2014 subiscono un’ulteriore contrazione rispetto a quanto previsto ad inizio anno generando un’aspettativa col segno meno di quattro punti percentuale per la fine di quest’anno, e di un ulteriore -0,7% per il prossimo anno.

Se dal 2006 al 2012 le transazioni che riguardano il residenziale sono passate da 870mila a 444mila, l’andamento si conferma anche nel primo semestre del 2013, con un -14,2%, ed una stima complessiva per la fine dell’anno del-6%, con circa 420mila transazioni.

Anche sui prezzi Nomisma stima un calo superiore al 5% per tutti i comparti, che potrebbe proseguire non solo nel prossimo anno ma anche nel 2015.

Complessivamente il mercato continua ad essere movimentato dalla domanda interna al Comune. Per gli operatori locali l’80% delle richieste proviene dal Comune stesso e solo il 13,5% dalla provincia e il restante 7,6% da altri territori.I tempi medi di vendita di sono ulteriormente allungati raggiungendo una media di 8,5 mesi per l’acquisto di abitazioni, 10,4 mesi per gli uffici, 9,8 mesi per i negozi e 7 mesi per i box. Per tutte le tipologie in 1 anno l’allungamento dei tempi è stato di 1 mese e mezzo.

Seppure in una situazione di crisi, sono almeno 800mila i nuclei familiari che ancora oggi si dichiarano pronti ad acquistare casa. Anche se la diminuzione delle erogazioni di mutui è evidente, le compravendite assistite da prestiti per i primi 6 mesi dell’anno 2013 hanno rappresentato il 41,6%.




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