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Recessione finita in Europa ma l'immobiliare non riparte. Soprattutto in Italia

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Pubblicato da in Blog · 12 Settembre 2013
Tags: recessioneitaliaeuropaimmobiliare

La recessione è tecnicamente finita, si ripete da più parti, ma gli effetti della crisi persistono.

Soprattutto in Italia, dove le prospettive per il 2014 – per il mercato immobiliare - non sono rosee: il miglioramento, lieve, ci sarà ma una decisa ripresa riguarderà solo alcuni settori come il residenziale di lusso e la grande distribuzione.

Questa la sintesi dello European Outlook 2014 realizzato da Scenari Immobiliari e presentato stamane alla stampa, in vista dell'appuntamento con il 21° Forum Scenari il 13-14 settembre a Santa Margherita Ligure.

La buona notizia è che a seguito di un calo di quasi il 3% nel 2012, il fatturato immobiliare nei cinque principali Paesi europei dovrebbe chiudere il 2013 in positivo, sopra all’1%, "dopo sette anni di crisi in cui si era ridotto (in termini monetari) del 15% in Europa e del 17% in Italia” fa sapere Mario Breglia, presidente dell'Istituto di ricerca.

“Solo la Germania – sottolinea Breglia - è cresciuta, oltre ai Paesi del Nord Europa".

Il mercato europeo corre però a due velocità: da una parte la Spagna, che negli ultimi sette anni ha registrato picchi negativi delle quotazioni fino al 36% e dove il calo prosegue anche se in modo meno accentuato rispetto agli anni precedenti, dall'altra l’andamento brillante della Germania, dove il fatturato cresce del 3%.

Per il 2014 la crescita dell'Europa dovrebbe essere invece di circa l’1,7%, in misura variabile dallo 0,8% della Francia al 3,6% della Germania, grazie anche allo scossone di Berlino, che ha concentrato circa un quarto degli investimenti complessivi della prima parte del 2013, con quotazioni destinate ad aumentare progressivamente nel prossimo futuro.

Quanto alla Spagna, a livello nazionale si calcola una flessione del 3,6% per il 2013.

Il 10% dello stock è composto da case vuote e quasi 700mila immobili di nuova costruzione non hanno ancora trovato un acquirente.

Nonostante un aumento dell’interesse da parte degli investitori internazionali, attratti dai forti sconti in tutto il Paese, le previsioni per il 2014 sono negative, anche se la tendenza è verso una lenta stabilizzazione.

Andrà un po' meglio per l'Italia, che resterà però fanalino di coda a causa di numeri inferiori alla media europea: qui il settore residenziale, candidato a guidare la ripresa del mercato e che incide per oltre tre quarti del fatturato complessivo, è ancora debole.

Le compravendite sono in diminuzione, eccetto alcune realtà territoriali, e i prezzi in calo dell’1,8%, con forti disomogeneità tra le diverse città.

Le previsioni parlano di una stabilizzazione nell’ultima parte dell’anno, seguita da una lenta e moderata ripresa nel 2014.

Secondo l'Outlook ad annaspare è anche il mercato europeo degli immobili di qualità, caratterizzati da una crescente carenza di offerta, soprattutto per il brusco arresto dell’attività edilizia degli ultimi anni.

Anche nel comparto uffici è in crescita il divario tra immobili primari, che contano su una domanda sostenuta, e quelli secondari, caratterizzati da un eccesso di offerta e quotazioni in calo.

Londra secondo le stime continuerà a ricoprire il ruolo di una delle mete preferite degli investitori, grazie alla posizione economica al di fuori dell’Eurozona e all'aurea di prestigio acquisita con le recenti Olimpiadi.




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