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Service Tax, il balzello comunale che ci farà rimpiangere l'Imu

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Pubblicato da in Blog · 29 Agosto 2013
Tags: servicetaximutasse

Abolita l'Imu, arriva la Service Tax.  Ma che cos'è questo nuovo balzello che adesso fa tremare gli italiani? Un'imposta che ingloberà anche la tassa sui rifiuti. Sarà riscossa dai Comuni e sarà costituita da due componenti: gestione dei rifiuti urbani e copertura dei servivi indivisibili. La prima parte, che si chiamerà Tari, (e prenderà il posto della Tares sarà pagata da chi occupa a qualunque titolo, locali o aree che producono rifiuti urbani. Le aliquote, legate alla metratura, saranno parametrate dal Comune nel rispetto del principio secondo cui "chi inquina paga". La seconda componente, detta Tasi, sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il Comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia dell'inquilino che del proprietario. Lo Strato fisserà un limite verso l'alto per le aliquote per evitare di accrescere il carico sui contribuenti. Solo con l'introduzione della tassa di servizio, cioè dal 2014, arriverà per le imprese l'attesa deducibilità dell'imposta sui beni strumentali, come i capannoni o sui locali utiizzati dagli enti no profit.  

La protesta degli inquilini - La Sevice Tax, dunque, si abbatterà anche sugli inquilini. "Scaricare, anche parzialmente, i costi dell’operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile. Questa   misura, se attuata, avrebbe un effetto moltiplicatore del costo   dell’abitazione con il risultato di aumentare in maniera esponenziale  gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Sunia, Sicet e Uniat   annunciando che avvieranno incontri con il Governo e gruppi   parlamentari con l’obiettivo “di adeguare le risorse alle effettive   necessità; rendere semplici ed immediate le misure a favore di  cittadini con sfratto per morosità incolpevole ed inquilini a basso   reddito; accentuare il vantaggio fiscale per i contratti concordati   per contribuire ad abbassare il livello insopportabile degli attuali   affitti; rilanciare l’offerta di edilizia in affitto, sia pubblica che  in partenariato. Unica risposta ai lavoratori precari, ai giovani,   alle famiglie a basso reddito”.   Sunia, Sicet e Uniat, comunque, valutano “positivamente”   alcune delle misure adottate dal Governo “sugli sfratti per morosità  incolpevole, sul fondo di sostegno all’affitto e sulle agevolazioni ai  contratti concordati. Sono interventi che, seppur troppo limitati   nelle risorse messe a disposizione, rispondono all’esigenza di   affrontare le gravi emergenze del sistema abitativo. Rimane l’esigenza  di affrontare in maniera strutturale la politica abitativa   abbandonando l’illusione, confermata da altre misure presenti nel   decreto, che sia la proprietà della casa la linea con la quale   affrontare il disagio abitativo”




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