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Successione: pro e contro di un testamento pubblico col notaio

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Pubblicato da Dimensione Casa in Blog · 19 Agosto 2014
Tags: testamentosuccessione

Il testamento pubblico, in base alle disposizioni del codice civile, impone alcune formalità particolarmente rigorose; è necessaria obbligatoriamente la presenza del notaio.

Il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. I testimoni devono essere maggiorenni, capaci d’agire, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia e non devono essere interessati nell’atto.

Non possono fare da testimoni i non vedenti, gli audiolesi, i portatori di handicap relativo alla facoltà di parlare, tutti i parenti in linea retta e in linea collaterale fino al 3° grado, gli affini e il coniuge del notaio e del testatore, e coloro i quali non sanno o non vogliono firmare.

Redazione

Il testatore dichiara al notaio quali sono le sue disposizioni e quest’ultimo deve provvedere a che vengano messe per iscritto.

Non è necessario, ovviamente, che l’atto sia redatto di pugno del notaio stesso. In nessun caso il notaio può modificare o completare le ultime volontà del testatore. Il notaio si deve limitare a fornire chiarimenti o spiegazioni sulle conseguenze pratiche e giuridiche delle disposizioni così come gli sono state esposte, oppure dare suggerimenti su come conseguire un certo risultato.

Una volta redatto il testo, il notaio ne dà lettura al testatore e ai testimoni per il consenso finale. Di ciò va dato poi menzione nell’atto. Il documento deve essere firmato dal notaio, dal testatore e dai testimoni. Il testamento è ugualmente valido se il testatore non sa o non può firmare. In questo caso è sufficiente farne menzione nell’atto, precisando la natura dell’impedimento.

Vantaggi

Come tutti gli atti pubblici, il testamento redatto davanti al notaio fa pubblica fede fino a querela di falso: ciò significa che il documento fa piena prova per tutto quello che il notaio attesta essere avvenuto in sua presenza nell’esercizio delle sue funzioni.

Un erede corre sempre il rischio di non poter provare la veridicità di un testamento; qualora il testamento sia redatto davanti ad un notaio, invece, il rischio non esiste praticamente più.

Non solo, la forma pubblica assicura anche la conservazione dell’atto. Fino alla morte del testatore il notaio conserva il testamento in appositi fascicoli, e lo registra nel repertorio per gli atti di ultima volontà. Un’ulteriore copia dell’atto viene, poi, inviata all’archivio notarile. Infine questa forma permette alle persone analfabete di fare testamento e così pure a tutte quelle che non sono in grado di scrivere a causa di una malattia o di una infermità.

Inconvenienti

Il testamento pubblico non è gratuito: devono infatti essere corrisposti degli onorari al notaio per l’opera prestata. Se il notaio è tenuto alla discrezione, ossia al segreto professionale, lo stesso non vale per i testimoni. Niente impedisce ai testimoni indicati di divulgare il contenuto del documento alle persone interessate.

Questo rischio può essere tuttavia eliminato usando una diversa forma di testamento, che è chiamata appunto “testamento segreto”.




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